Utili consigli su come affrontare al meglio l’emergenza Coronavirus

Coronavirus Covid-19: i consigli della psicologa dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida.
L’emergenza Coronavirus Covid-19 sta provocando molto stress e ad alcuni un aumento della sofferenza psicologica.La Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida-Psicologo Catania nell’intervista video ci dà alcuni consigli importantissimi.

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Pubblicato da Radio Amore su Giovedì 19 marzo 2020

Attacchi di panico

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Gli attacchi di panico sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia, durante il quale si presentano una serie di sintomi somatici e cognitivi.

Chi sperimenta gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, seguita successivamente da forte ed intensa paura che possano ripresentasi nuovi attacchi. Si parla infatti di disturbo di panico quando la paura della paura instaura un circolo vizioso dal quale risulta difficile sottrarsi. Ciò impedisce il normale svolgimento delle attività quotidiane e a poco a poco rende difficile e ansiogeno uscire di casa da soli, viaggiare sui mezzi pubblici, guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in luoghi affollati ecc.

panico cataniaQUALI SONO I SINTOMI DEGLI ATTACCHI DI PANICO?

  • Palpitazioni, tachicardia;
  • Paura di perdere il controllo, morire o impazzire;
  • Sensazioni di sbandamento, instabilità, capogiri e vertigini;
  • Tremori;
  • Sudorazione;
  • Sensazione di soffocamento;
  • Dolore o fastidio al petto;
  • Sensazioni di de-realizzazione (percezione che il mondo esterno siastrano e irreale, sensazioni di stordimento e distacco) e de-personalizzazione (alterata percezione di sé caratterizzata da sensazione di distacco o estraneità dal proprio corpo e dai propri pensieri;
  • Brividi o vampate di calore;
  • Intorpidimento o formicolio (Parestesie);
  • Nausea o disturbi addominali;
  • Sensazione di asfissia.

TRATTAMENTO

Durante un attacco di panico, i sintomi si accompagnano a pensieri catastrofici automatici ed  incontrollati che riempiono la mente della persona impedendo una corretta gestione delle emozioni. Imparare a gestire gli attacchi di panico è il primo passo da compiere in un percorso volto a migliorare il proprio benessere psico-fisico. Quando un attacco di panico è in corso la sensazione è quella che uscirne sia impossibile, in realtà si tratta di un evento transitorio che si conclude entro un certo lasso di tempo, generalmente non oltre i 30 minuti.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la psicoterapia maggiormente efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia e di conseguenza anche per gli attacchi di panico, è quella cognitivo-comportamentale. Attraverso l’analisi e l’aumento di consapevolezza sulle modalità di pensiero utilizzate e mediante l’apprendimento di modalità di pensiero  e comportamento più funzionali e l’autoregolazione delle proprie emozioni, è possibile spezzare il circolo vizioso che alimenta il disturbo. Inoltre attraverso metodologie altamente innovative come il Biofeedback, è possibile monitorare le proprie emozioni e apprendere come controllarle.

 

Disturbo Ossessivo Compulsivo

Disturbo ossessivo compulsivo catania

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo caratterizzato dalla presenza di pensieri, idee, immagini intrusive, persistenti ed incontrollabili (definite pertanto ossessioni), e dalla sensazione della persona di sentirsi obbligata a dover ripetere di continuo certi atti, gesti, comportamenti (compulsioni). Tali aspetti generano forte disagio e interferiscono notevolmente con lo svolgimento delle attività quotidiane, lavorative e relazionali.

Molti individui hanno in qualche misura comportamenti ossessivi, come ad esempio controllare e mettere in ordine, che però non interferiscono particolarmente con la loro vita. Tali comportamenti sfociano invece nella patologia quando i “rituali” raggiungono livelli più gravi, diventano particolarmente invasivi ed invalidanti e la persona perde molto tempo per metterli in atto.

Le ossessioni maggiormente diffuse riguardano:

  • La paura di entrare in contatto con oggetti sporchi o sostanze contaminate;
  • Il dubbio di non aver controllato a sufficienza se le porte sono chiuse, se la luce ed il gas sono spenti;
  • La paura di poter mettere in atto comportamenti aggressivi verso se stessi o gli altri;
  • Avere immagini o pensieri sessuali espliciti o violenti;
  • L’ordine eccessivo e la simmetria, ad esempio mettere tutti gli oggetti in fila per colore o dimensione o camminare seguendo le mattonelle;
  • Superstizione con eccessiva attenzione a qualcosa considerata fortunata o sfortunata.

Le compulsioni, invece, vengono emesse in quanto ci si sente “obbligati” e hanno lo scopo di neutralizzare e ridurre l’ansia che l’ossessione sta provocando.
Alcuni esempi di compulsioni possono essere:

  • Trascorrere molto tempo a lavare o pulire;
  • Controllare ripetutamente serrature, elettrodomestici ed interruttori;
  • Controllare eccessivamente se i propri cari siano al sicuro;
  • Contare o ripetere alcune parole o emettere rituali per ridurre l’ansia;
  • Ordinare o disporre le cose in un certo modo;
  • Pregare eccessivamente o impegnarsi in rituali religiosi innescati dalla paura di idee blasfeme.

TRATTAMENTO

Le ossessioni e le compulsioni creano un circolo vizioso dal quale risulta molto difficile sottrarsi. La terapia cognitivo comportamentale è riconosciuta come il trattamento d’elezione per i problemi ossessivi e comporta una percentuale di ricadute inferiore rispetto a coloro che utilizzano esclusivamente farmaci.

Comprendere la dinamica che innesca il rituale e trovare alternative per non sentirsi più costretti ad emettere certi comportamenti si rivela di fondamentale importanza per spezzare il circolo vizioso in cui si trova costretto chi soffre di DOC.

Attraverso tecniche cognitivo-comportamentali è infatti possibile modificare taluni schemi disfunzionali riducendo in modo permanente la comparsa dei sintomi ossessivo compulsivi, grazie all’apprendimento di tecniche che insegnano come gestire l’ansia senza dover necessariamente emettere il rituale.

Consulenza psicologica online

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Oltre alle consulenze e servizi in studio, è attivo un servizio di consulenza psicologica online per coloro che:

  • sono impossibilitati a raggiungere lo studio;
  • si trovano in altre città d’Italia;
  • spesso per lavoro viaggiano;
  • si sentono maggiormente a proprio agio rimanendo nella propria abitazione;
  • sono italiani all’estero.

Il Servizio viene effettuato tramite i principali strumenti di messaggistica/chiamata/ videochiamata quali Skype, Hangout o altri mezzi informatici.

Se anche tu pensi di aver bisogno del mio aiuto, contattami, ti garantirò un servizio con la stessa professionalità che avresti se fossi qui nel mio studio in persona, a prezzi agevolati.

Per prenotazioni contattare il 3495419858 o inviando una mail a c.giuffrida@hotmail.it

Giornata Nazionale della Psicologia

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In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, patrocinata dal Ministero della Salute, presso lo studio di Psicologia Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida, è possibile richiedere una consulenza gratuita dall’8 all’11 Ottobre.
Tale iniziativa promossa dall’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, ha lo scopo di valorizzare e far conoscere maggiormente ai cittadini e alla comunità le potenzialità della Psicologia come scienza e come professione.

INFO E PRENOTAZIONI al 3495419858

Disturbi d’Ansia

Disturbo d'ansiaI disturbi d’ansia sono tra i disturbi psicologici più comuni, spesso però curati in modo non del tutto appropriato. Parlare di ansia vuol dire far riferimento ad una macro categoria al cui interno fanno parte diverse condizioni, accomunate da alcuni aspetti, ma differenti tra loro per altri. Il termine ansia deriva dal latino angere, ossia “stringere”, e già dall’etimologia si comprende molto bene la sensazione di disagio vissuta da chi ne soffre, caratterizzata da costrizione, soffocamentopaura e preoccupazione.

L’ansia di per se ha una funziona adattiva, permette infatti all’organismo di mobilitare le risorse fisiche e psicologiche in modo da preparare l’organismo ad affrontare e fronteggiare una determinata situazione; si percepiscono infatti modifiche fisiche quali aumento della pressione sanguigna, del battito cardiaco, frequenza respiratoria e sudorazione.

Quando però tali modifiche avvengono anche in assenza di reali pericoli o situazioni da fronteggiare, si sfocia nella patologia. L’intensità e la frequenza della stessa, insieme alle condotte attuate per farvi fronte (ad es. evitamento di certi luoghi o situazioni) diventano talmente compromettenti da incidere nella vita quotidiana. Inoltre mettere in atto certi comportamenti, oltre a compromettere la vita dell’individuo, continuano ad alimentare il disturbo e impediscono alla persona di verificare, attraverso la sperimentazione di esperienze correttive, la reale fondatezza delle proprie paure.

Quali sono i sintomi caratteristici?disturbi d'ansia

  • Ansia e preoccupazioni eccessive
  • Difficoltà a controllare la preoccupazione
  • Tachicardia
  • Palpitazioni
  • Sudorazione eccessiva
  • Sensazione di soffocamento
  • Dolore o fastidio al petto
  • Sensazioni di sbandamento e/o di svenimento.

Tali sintomi risultano sproporzionati o esageratamente amplificati rispetto allo stimolo e l’ansia perde la sua funzione adattiva biologica. Chi soffre di disturbi d’ansia, percepisce infatti una sollecitazione psicofisiologica come se stesse per accadere continuamente qualcosa di pericoloso, spiacevole o minaccioso.

Cosa è possibile fare?

In ambito cognitivo-comportamentale, la riduzione o eliminazione del sintomo avvengono mediante tecniche comportamentali e di ristrutturazione cognitiva. Occorre infatti acquisire maggiore consapevolezza dei propri schemi disfunzionali, in modo da poterli gradualmente rendere funzionali oltre a crearne di nuovi.

Tra i Disturbi d’ansia rientrano:

  • Disturbo d’ansia generalizzato
  • Disturbo d’ansia da separazione
  • Attacchi di panico
  • Mutismo selettivo
  • Agorafobia
  • Fobia specifica (paura di animali, sangue, volare, altezze ecc.)
  • Fobia sociale

Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida Psicologa

Tristezza e depressione natalizia

depressione_natalizia

Le festività natalizie, spesso attese e desiderate dai bambini, si rivelano per chi sta male, fonte di disagio e periodo di aggravamento delle proprie condizioni di salute con annesso peggioramento d’umore.
Per chi è solo o sta affrontando un periodo particolarmente negativo, l’arrivo delle festività si rivela una sorta di conferma della propria solitudine, del fatto di non avere qualcuno con chi passarlo, o si riaccendono tristi ricordi ed esperienze passate.

Per chi è giovane ciò può accadere perché ci si trova a vivere un periodo di grandi cambiamenti, o perché la tristezza provata per certi avvenimenti, come la fine di una relazione, la perdita di un amico o la separazione dei genitori spinge a ripensare a quando si era piccoli e il Natale era il momento più atteso dell’anno, quello in cui si era felici, ci si riuniva e si ricevevano regali.

Anche per gli anziani il Natale può essere periodo di tristezza e malinconia, a volte proprio perché in pochi giorni si trovano circondati da figli, nipoti e parenti, per poi ritrovarsi nei giorni successivi soli come per gran parte dell’anno. Inoltre, soprattutto agli anziani, pesa molto la mancanza di un familiare deceduto con cui si era soliti celebrare le festività negli anni precedenti.

Un altro fattore che spesso accentua la tristezza natalizia, è l’avvicinarsi alla conclusione di un anno, ed è inevitabile fare i conti di ciò che è avvenuto, che si è vissuto e raggiunto durante l’anno. Si ripensa ai successi, traguardi raggiunti, desideri ed obiettivi realizzati, con chi li abbiamo condivisi, ma anche cosa non siamo riusciti a concretizzare, le occasioni perse, e ancora cosa avremmo potuto fare in più ma che non siamo riusciti a raggiungere. In base a queste valutazioni proveremo un sentimento più o meno positivo o negativo. Inoltre spesso la fine di un anno, comporta ansia e preoccupazione per il nuovo anno in arrivo, un cambiamento verso l’ignoto dove vengono riversate le speranze per un futuro migliore.

Altro discorso per chi per motivi di salute si trova a trascorrere le festività in ospedale, o in strutture protette a causa delle proprie condizioni di salute. E’ inevitabile paragonare la propria vita a “chi sta meglio”.

Alcuni consigli per vivere al meglio i giorni natalizi:

  • Smetterla di autocommiserarsi e pensare che la vita degli altri sia migliore della propria,anche gli altri pur in apparenza felici possono nascondere sofferenze e problematiche;
  • Evitare aspettative eccessive e vivere il Natale come una “festività normale”;
  • Non formulare propositi di cambiamenti troppo rivoluzionari dopo Capodanno, il rischio di non soddisfare totalmente le proprie aspettative farebbe sperimentare il senso di fallimento;
  • Proporsi obiettivi realistici, organizzare il proprio tempo, fare liste, priorità, fare un budget e seguirlo;
  • Accettare la possibilità di essere tristi o malinconici, sono sentimenti normali particolarmente sotto Natale;
  • Non lasciarsi sopraffare dallo stress tipico delle festività natalizie.

Per concludere, se vi rendete sempre più conto che non gioite più come un tempo, non riuscite ad apprezzare ciò che di bello vi circonda,  regalatevi  un nuovo anno in cui dedicherete maggiore attenzione e cura a voi stessi.

Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida Psicologa