Sostegno alla genitorialità

come-vincere-la-paura-di-diventare-genitoriEssere genitori è un processo intenso e profondo, che inizia durante la gravidanza e prosegue per tutta la vita.

La nascita di un figlio porta con se molti cambiamenti ed è accompagnata da numerose aspettative ed emozioni. Alla gioia e attesa di poter stringere tra le proprie braccia il proprio bambino, si aggiunge la paura di trovarsi in un nuovo ruolo che comporta responsabilità e il dover mettersi alla prova con se stesso.

L’arrivo di un figlio è un evento straordinario che porta con se numerosi cambiamenti; oltre ai cambiamenti che la donna vive durante la gravidanza, si aggiungono i mutamenti degli equilibri familiari, di coppia e personali. Sorgono molte emozioni e timori relative al nuovo ruolo da ricoprire, quello di genitore, ed i grandi cambiamenti che stanno avvenendo. E’ frequente aver dubbi ed incertezze sul proprio ruolo, sulla capacità/incapacità di accudire il proprio figlio, tuttavia non sempre se ne parla, e molto spesso si preferisce tenere per sé dubbi e paure evitando un confronto con gli altri. Spesso si tengono per se tali pensieri e incertezze, con la speranza di poterli affrontare da soli, augurandosi che vadano via quando la situazione tornerà alla normalità. In realtà pero’ le paure inespresse possono diventare molto più grandi e possono generare problemi e sofferenze più severe.

Per tale ragione si rivela fondamentale per chi è già genitore e chi sta per diventarlo, intraprendere un percorso psicologico in modo da esprimere ed elaborare ansie e paure legate a questa importante fase della vita in un contesto protetto quale lo studio di uno psicologo.  E’ inoltre fondamentale per la coppia genitoriale,  beneficiare di  supporto psicologico in modo da elaborare e vivere serenamente le crisi che possono accendersi all’interno della coppia o famigliaAffrontare i dubbi e le paure è una prerogativa di ogni genitore, per il proprio benessere e per quello dei figli.

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Durante l’intero percorso di crescita, può capitare di trovarsi ad affrontare momenti difficili, accompagnati da un senso di sconforto e incertezza. Essere genitori ed accompagnare il proprio figlio durante il suo sviluppo, è un compito molto complesso. Pertanto non solo al momento della nascita, ma durante l’intero arco di vita può essere necessario far richiesta di sostegno psicologico, poiché sono molte le tappe di crescita ardue da fronteggiare, si pensi al passaggio al nido o alla scuola dell’infanzia, la nascita di un fratellino, possibili problemi quali modifica del nucleo familiare, lutti, separazione, divorzio. I percorsi psicologici di sostegno alla genitorialità si prefiggono l’obiettivo di migliorare il benessere complessivo della famiglia, supportando i genitori nel loro ruolo,  promuovendo la consapevolezza dell’importanza di tale compito, facendo acquisire consapevolezza delle proprie risorse e potenzialità,  migliorando la comunicazione e la capacità nella gestione dei conflitti oltre ad accrescere e rafforzare le competenze educative.  

Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida Psicologa

Screening gratuito della memoria e delle funzioni cognitive

SETTIMANA DEL CERVELLO 2018Con l’allungamento delle aspettative di vita e il conseguente incremento del numero di anziani, le difficoltà della memoria sono un problema sempre più frequente.
Più si va avanti con l’età, tanto più spesso queste difficoltà si manifestano; sono in molti infatti a constatare come queste abilità non siano più efficienti come in precedenza, e in alcuni casi l’invecchiamento del cervello e il cambiamento delle sue funzioni, possono interferire notevolmente con la vita di tutti i giorni.

La diagnosi precoce permette di intervenite tempestivamente e in maniera più efficace, rallentando la progressione della malattia e migliorando la qualità di vita.

Per tale ragione, in occasione della Settimana Mondiale del cervello 2018, presso lo Studio di Psicologia della Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida, si terranno screening gratuiti delle funzioni cognitive.

●A chi è rivolto? A coloro che hanno un’età superiore ai 60 anni

●Come si svolge? Mediante un breve colloquio conoscitivo e la somministrazione di test specifici, verranno valutate funzioni cognitive quali memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio e orientamento, in modo da individuare segni di un possibile decadimento e fornire indicazioni utili su come allenare il proprio cervello e mantenere attiva la mente.

Gli interessati possono fissare un appuntamento telefonando al numero 3495419858 o mandando una mail a c.giuffrida@hotmail.it

Questo evento è organizzato in occasione della Settimana del Cervello 2018 in collaborazione con Hafricah.Net , partner ufficiale della Brain Awareness Week.

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Decadimento cognitivo e stimolazione cognitiva

Con l’allungamento delle aspettative di vita e il conseguente incremento del numero di anziani, le malattie neurodegenerative 

Più si va avanti con l’età, tanto più spesso si constata come difficoltà della memoria e delle funzioni cognitive più in generale, sono un problema sempre più frequente e come queste abilità non siano più efficienti come in precedenza. In gran parte dei casi incontrare maggiori difficoltà nel ricordare informazioni acquisite di recente, o nel ricordare nomi di oggetti o persone, fa parte del normale processo di invecchiamento; tuttavia non sempre è cosi. In alcuni casi l’invecchiamento del cervello e il cambiamento delle sue funzioni, possono interferire notevolmente con la vita di tutti i giorni e, avere frequenti dimenticanze, difficoltà nel trovare la parola giusta o sentirsi spesso confusi, possono essere segnali precoci di demenza, una malattia neuro-degenerativa caratterizzata da progressiva perdita delle funzioni cognitive quali memoria, attenzione, orientamento, linguaggio ecc. Intervenire precocemente, significa rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita, ecco perché la diagnosi precoce ha un ruolo fondamentale, permettendo non solo di diagnosticare la patologia sin dai primi sintomi, ma soprattutto permette di intervenite tempestivamente e in maniera più efficace.

Quando è necessaria una valutazione?

La valutazione neuropsicologica è indicata in tutti quei casi in cui sintomi come deficit cognitivi (difficoltà di memoria, distrazione) e cambiamenti di tipo emotivo e comportamentale (repentini cambi di umore, tristezza o umore basso), interferiscono significativamente nello svolgimento nelle attività di vita quotidiana. La demenza è spesso sottovalutata nelle fasi iniziali e nelle persone molto anziane, mentre invece, un’accurata diagnosi precoce permetterebbe di intervenire tempestivamente, avviando terapie in grado di ritardare la progressione della malattia e potenziando le capacità cognitive residue, permettendo una gestione migliore della vita del malato e dei suoi familiari. La valutazione si avvale oltre che di colloqui clinici per raccogliere informazioni e dati relativi alla storia del paziente, della somministrazione di strumenti diagnostici che esplorano funzioni cognitive quali memoria, attenzione, orientamento, linguaggio ecc.

Come rallentare il declino cognitivo e prevenire l’invecchiamento patologico?

Una volta accertato il decadimento cognitivo, si può intervenire mediante interventi di stimolazione cognitiva, tecniche in grado di stimolare le funzioni cognitive, potenziando le capacità residue. Si lavora infatti sulle capacità cognitive del paziente con particolare riferimento alla memoriaorientamento spazio-temporale, attenzione visivalinguaggio, logicaabilità grafico-manuali. Tali interventi, affondano le loro radici nelle Neuroscienze, il cervello infatti, possiede capacità plastica, ciò significa che sia nel giovane che nel soggetto adulto, esso ha la capacità di riorganizzarsi e riadattarsi in seguito ad una lesione o a condizioni nuove ed improvvise. I neuroni infatti, modificano costantemente le loro connessioni sinaptiche, in risposta alla stimolazione ambientale, all’apprendimento e all’esperienza.

Immagine correlataLaboratori di stimolazione cognitiva

I laboratori di stimolazione cognitiva, basandosi sulle ricerche delle Neuroscienze, si basano sul potenziamento di abilità cognitive e funzionali residue attraverso attività strutturate singolarmente o in piccoli gruppi, di massimo 4-6 persone. Le attività e gli esercizi proposti, prevedono un ciclo di almeno 8 incontri, a cadenza settimanale della durata di 90 minuti presso il mio studio, in cui vengono proposti esercizi con graduali livelli di difficoltà. Il lavoro di gruppo è volto a stimolare diverse componenti tra cui l’orientamento personale, spaziale e temporale, le funzioni mnesiche (memoria a breve e lungo termine per materiale verbale e visuo-spaziale e memoria di lavoro), il linguaggio (capacità di produzione, di accesso al lessico e di comprensione verbale), le funzioni esecutive (risorse attentive e abilità logiche e di astrazione) e le abilità visuo-spaziali. E’ adatto sia a chi ha iniziali difficoltà, sia chi soffre di deterioramento cognitivo. Gli incontri oltre che in gruppo, possono avvenire anche in forma individuale qualora se ne faccia richiesta, presso lo studio o domicilio del paziente.

Tristezza e depressione natalizia

depressione_natalizia

Le festività natalizie, spesso attese e desiderate dai bambini, si rivelano per chi sta male, fonte di disagio e periodo di aggravamento delle proprie condizioni di salute con annesso peggioramento d’umore.
Per chi è solo o sta affrontando un periodo particolarmente negativo, l’arrivo delle festività si rivela una sorta di conferma della propria solitudine, del fatto di non avere qualcuno con chi passarlo, o si riaccendono tristi ricordi ed esperienze passate.

Per chi è giovane ciò può accadere perché ci si trova a vivere un periodo di grandi cambiamenti, o perché la tristezza provata per certi avvenimenti, come la fine di una relazione, la perdita di un amico o la separazione dei genitori spinge a ripensare a quando si era piccoli e il Natale era il momento più atteso dell’anno, quello in cui si era felici, ci si riuniva e si ricevevano regali.

Anche per gli anziani il Natale può essere periodo di tristezza e malinconia, a volte proprio perché in pochi giorni si trovano circondati da figli, nipoti e parenti, per poi ritrovarsi nei giorni successivi soli come per gran parte dell’anno. Inoltre, soprattutto agli anziani, pesa molto la mancanza di un familiare deceduto con cui si era soliti celebrare le festività negli anni precedenti.

Un altro fattore che spesso accentua la tristezza natalizia, è l’avvicinarsi alla conclusione di un anno, ed è inevitabile fare i conti di ciò che è avvenuto, che si è vissuto e raggiunto durante l’anno. Si ripensa ai successi, traguardi raggiunti, desideri ed obiettivi realizzati, con chi li abbiamo condivisi, ma anche cosa non siamo riusciti a concretizzare, le occasioni perse, e ancora cosa avremmo potuto fare in più ma che non siamo riusciti a raggiungere. In base a queste valutazioni proveremo un sentimento più o meno positivo o negativo. Inoltre spesso la fine di un anno, comporta ansia e preoccupazione per il nuovo anno in arrivo, un cambiamento verso l’ignoto dove vengono riversate le speranze per un futuro migliore.

Altro discorso per chi per motivi di salute si trova a trascorrere le festività in ospedale, o in strutture protette a causa delle proprie condizioni di salute. E’ inevitabile paragonare la propria vita a “chi sta meglio”.

Alcuni consigli per vivere al meglio i giorni natalizi:

  • Smetterla di autocommiserarsi e pensare che la vita degli altri sia migliore della propria,anche gli altri pur in apparenza felici possono nascondere sofferenze e problematiche;
  • Evitare aspettative eccessive e vivere il Natale come una “festività normale”;
  • Non formulare propositi di cambiamenti troppo rivoluzionari dopo Capodanno, il rischio di non soddisfare totalmente le proprie aspettative farebbe sperimentare il senso di fallimento;
  • Proporsi obiettivi realistici, organizzare il proprio tempo, fare liste, priorità, fare un budget e seguirlo;
  • Accettare la possibilità di essere tristi o malinconici, sono sentimenti normali particolarmente sotto Natale;
  • Non lasciarsi sopraffare dallo stress tipico delle festività natalizie.

Per concludere, se vi rendete sempre più conto che non gioite più come un tempo, non riuscite ad apprezzare ciò che di bello vi circonda,  regalatevi  un nuovo anno in cui dedicherete maggiore attenzione e cura a voi stessi.

Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida Psicologa

Tecniche di rilassamento

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La vita di tutti i giorni, ricca di impegni, scadenze ed eventi caotici e stressanti, impone ritmi calzanti che concedono sempre meno tempo per prendersi una pausa e godere di un po’ di riposo.

Non è facile rilassarsi in mezzo alle molte tensioni che la vita ci propone, spesso inoltre non si riesce a trovare il tempo o l’ambiente giusto per farlo; mentre altre volte ancora, non si conoscono le giuste tecniche di rilassamento.

Il momento ideale per rilassarsi è la sera, un attimo prima di coricarsi. Tuttavia dopo aver imparato ad ascoltare il proprio corpo abbandonarsi diventa più facile e lo si può fare in qualsiasi momento, per ritrovare energie al lavoro o per calmarsi dopo un lungo litigio.

Gli esercizi di rilassamento mentale, sono ottimi rimedi per contrastare ansia, stress, insonnia, emicrania, nervosismo. Attraverso esercizi mentali, è infatti possibile ottenere benefici a livello respiratorio, circolatorio, muscolare, cardiaco, addominale e cerebrale.

Tra tali tecniche, vi è quella sviluppata negli anni trenta da Schultz, psichiatra tedesco, che mise appunto il Training Autogeno, per far si che i propri pazienti potessero apprendere come modulare le funzioni corporee andando incontro al benessere psico-fisico.

Gli esercizi si attuano un luogo tranquillo, silenzioso, confortevole, ed è bene indossare abiti comodi e confortevoli. Fondamentale è il ruolo svolto dalla respirazione, la quale deve funzionare in maniera progressivamente più automatica e quindi meno controllata.

Il Training Autogeno si compone di sei esercizi che vanno eseguiti per ordine, sotto la guida di psicologi o professionisti della relazione d’aiuto specificamente formati. Lo scopo della guida è infatti quella di mettere il soggetto in grado di apprendere ed in seguito poter eseguire il training da solo.

Orientamento scolastico/universitario/professionale

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Di fronte a un’offerta formativa sempre più frastagliata e alla crescente complessità del mercato del lavoro, fare la scelta giusta per il proprio futuro non è facile. Per tale ragione rivolgersi ad uno Psicologo può essere il passo giusto da fare per essere sostenuti ed aiutati durante un momento di difficoltà nel compiere la propria scelta scolastica, universitaria e/o professionale.

Il servizio è infatti rivolto non solo agli studenti che si apprestano a passare da un grado di istruzione ad uno superiore, ma anche a quanti si avviano al mondo del lavoro, o quanti per svariati motivi necessitano di riorganizzare e ridefinire il loro percorso lavorativo.

Il servizio consiste in un percorso di guida ed aiuto individuale, centrato sulla persona, in cui il soggetto viene facilitato nell’ acquisire tecniche di decision making, ovvero prendere maggiore consapevolezza di sé, dei propri interessi (scolastici e/o professionali), dei valori di cui dispone, delle proprie capacità e attitudini. L’efficacia dell’intervento, deriva infatti dal lavoro svolto su sé stessi per cogliere le proprie caratteristiche e poter maturare e definire in piena autonomia il proprio obiettivo orientativo.

Una volta acquisita maggiore consapevolezza delle risorse di cui si dispone, occorre implementare le conoscenze relative al mondo universitario e lavorativo, in modo da disporre un Piano d’Azione personalizzato per rendere concreta la scelta scolastica, universitario o professionale.

Il servizio viene articolato in un ciclo di almeno 3/4 incontri della durata di 1 ora ciascuno. Nella prima sessione si individuano i bisogni ed i conseguenti obiettivi da raggiungere, mentre nei successivi incontri si passa alla realizzazione del Piano d’Azione individualizzato.

Di preciso a chi si rivolge?
Possono fare richiesta di orientamento persone di qualsiasi età ed in qualsiasi momento della propria vita che necessitano supporto e sostegno, tuttavia il servizio è maggiormente indicato a:

  • studenti della scuola media superiore, in particolare chi frequenta gli ultimi anni e si appresta ad effettuare una scelta formativa;
  • studenti universitari incerti e titubanti riguardo la facoltà scelta e che desiderano un supporto per un’eventuale ridefinizione del proprio piano alternativo di formazione;
  • laureandi e neolaureati alla ricerca di un supporto e/o confronto sulle scelte successive;
  • studenti e/o professionisti alla ricerca di un metodo per procedere nella scelta e che pertanto desiderino anche approfondire gli sviluppi, le conseguenze e le motivazioni sottesi alle scelte;
  • giovani o meno giovani che intendono entrare o rientrare nel mondo del lavoro o che vi siano entrati e che, a fronte di aspettative disattese, desiderino approfondire una maggior conoscenza di sé e del mercato del lavoro e delle opportunità di crescita;
  • persone di esperienza lavorativa che desiderino o necessitino affrontare un cambiamento professionale.